Si è concluso giovedì 25 giugno, presso la Scuola di cucina TuChef a Roma, il corso di cucina “La tradizione culinaria di Roma e del Lazio”, una delle attività principali del progetto “Il gusto dell’accoglienza: percorsi educativi e professionalizzanti per l’inclusione di nuclei monoparentali, donne e minori ucraini”. Il progetto è promosso dall’Associazione Culturale Percorsi di Crescita e realizzato con il contributo della Fondazione Snam ETS, in collaborazione con Scuola Ucraina Prestigio Roma APS, la Scuola di cucina TuChef e la web & communication agency Creare e Comunicare.
L’esame finale ha rappresentato un momento significativo per i partecipanti ucraini al corso, ed è nato con l’obiettivo di offrire loro competenze professionali concrete nel settore della ristorazione, favorendo allo stesso tempo autonomia, inclusione sociale e valorizzazione delle proprie capacità.
Un percorso tra cucina romana, tradizione ucraina e nuove opportunità professionali
Il corso “La tradizione culinaria di Roma e del Lazio”, realizzato presso i laboratori della Scuola di cucina TuChef e coordinato dallo Chef e direttore della scuola Alessio Guidi, ha accompagnato i partecipanti in un percorso progressivo fatto di formazione teorica e pratica.
Dopo le prime lezioni dedicate alla certificazione HACCP per la sicurezza alimentare, il programma ha approfondito tecniche di base della cucina professionale, organizzazione del lavoro, tecniche di taglio e cottura, preparazioni tipiche della tradizione romana e laziale, fino ad arrivare alla sperimentazione di ricette capaci di unire cultura gastronomica italiana e ucraina.
Durante l’esame finale, ogni partecipante ha presentato una propria preparazione, mettendo in pratica le competenze acquisite e raccontando, attraverso il cibo, una parte della propria storia e della propria identità. Di seguito i nomi e le ricette preparate.
- Olena Pedaak - Pasta al ragù
- Rabiiat Stepunina - Lasagna al salmone con pasta verde
- Oksana Dymyda - Involtini di patate
- Lyudmyla Zayats - Tortine di tuberi
- Hanna Dudnik - Polpetta ai funghi
- Olha Lesin - Baccalà con patate, uva secca e pinoli
- Mariia Tsymbalista - Ciambelle fritte con papavero e con marmellata di rose e nespole
- Olha Dushchenki - Polpette con purè, sugo di pomodoro e uzvar
- Volodymyr Skavronskyi - Pasta alla marinara
Un elemento di grande valore è stato rappresentato dalla loro capacità di reinterpretare le proprie tradizioni gastronomiche all’interno della cucina italiana, dando vita a un dialogo tra culture attraverso il linguaggio universale del cibo.
Al termine della prova, lo Chef Alessio Guidi ha voluto condividere un pensiero sul percorso compiuto: “Quello che mi rende più orgoglioso è che oggi avete lavorato in completa autonomia. Avete fatto tutto da sole: c’è chi è arrivata prima di mezzogiorno per preparare l’impasto e rispettare i tempi della lievitazione. Questo dimostra quanto abbiate creduto in ciò che stavate facendo.
Io dico sempre che il cibo è umorale: trasmette le emozioni di chi lo prepara. Nei vostri piatti ho trovato amore, dal primo all’ultimo. Ho visto il desiderio di condividere, di prendersi cura degli altri attraverso la cucina. È qualcosa che va oltre qualsiasi frontiera, perché la convivialità è uno dei momenti più belli che possiamo vivere insieme. Aver unito due culture in un piatto è una delle esperienze più significative che si possano fare. Siete diventate una squadra, e questa è la vittoria più bella”.
Anche la Presidente dell’Associazione Culturale Percorsi di Crescita, Mariangela Garofalo, ha evidenziato il valore umano e sociale dell’esperienza: “Ho conosciuto i partecipanti non il primo giorno del corso di cucina, ma già all'inizio del laboratorio di empowerment. Per questo posso dire con certezza che oggi il gruppo è profondamente cambiato rispetto a quando ha iniziato questo percorso. Come ha detto lo Chef Alessio Guidi, sono diventate una squadra.
Hanno compiuto un percorso importante dal punto di vista professionale, ma soprattutto personale, e oggi interagiscono tra di loro in modo diverso, con maggiore fiducia e collaborazione. Sicuramente il tempo trascorso insieme in cucina, mettendo in pratica gli insegnamenti dello Chef Guidi, ha contribuito a questo cambiamento, così come il lavoro svolto all'inizio del progetto per aiutarle a riflettere sulle proprie capacità e sul proprio valore. Ed è un risultato che mi rende davvero molto felice.
Quella di oggi è una tappa di un percorso più ampio. Il progetto non finisce qui e avremo ancora molte occasioni per incontrarci. Come Percorsi di Crescita continueremo a essere vicini alla comunità ucraina, promuovendo nuove opportunità di incontro, formazione e condivisione.
Mi unisco ai ringraziamenti di Chef Alessio Guidi alla fondatrice e direttrice dell’Associazione Scuola Ucraina Prestigio a Roma Tetyana Tarasenko per l'impegno, la disponibilità e la dedizione con cui ha accompagnato le partecipanti, non solo durante le lezioni, ma anche in tutte le altre attività del progetto: dallo sportello servizi a quello di orientamento, fino al supporto delle attività dedicate ai bambini e ai ragazzi della comunità ucraina. È un punto di riferimento fondamentale, così come lo è la sua associazione.
Un ringraziamento speciale va anche allo Chef Alessio Guidi, perché questi risultati non sarebbero stati gli stessi senza la sua professionalità e la sua grande empatia, qualità che hanno fatto la differenza durante tutto il percorso.
Infine, grazie alla web agency Creare e Comunicare, che ha raccontato ogni fase di questa esperienza, permettendo anche a chi non era presente di seguirne passo dopo passo l'evoluzione”.
Ricordiamo che la consegna degli attestati di “Commis di cucina” alle partecipanti del corso si terrà nel mese di novembre 2026, con un evento speciale durante il quale saranno anche raccontati i risultati dell’intero progetto “Il gusto dell’accoglienza”.
A seguire, alcune immagini degli esami finali del corso.
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